Santa Gilla: nel cuore della Città Metropolitana un bene prezioso da riscoprire - Santa Gilla: nel cuore della Città Metropolitana un bene prezioso da riscoprire - Città Metropolitana di Cagliari

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Santa Gilla: nel cuore della Città Metropolitana un bene prezioso da riscoprire

Santa Gilla: nel cuore della Città Metropolitana un bene prezioso da riscoprire

 

 

La Città Metropolitana di Cagliari ha approvato un atto di indirizzo con il quale ha definito gli obiettivi degli interventi in corso di realizzazione nell’area lagunare di Santa Gilla.

Il sistema complesso Stagno di Cagliari Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla è la più vasta zona umida della Sardegna (circa 6.000 ettari), riconosciuta a livello internazionale come area di straordinaria rilevanza ambientale e tutelata dalla convenzione di Ramsar.

Il territorio del sistema, che è compreso nei comuni di Assemini, Cagliari, Capoterra, Elmas, è molto vario e contiene in sé ricche risorse sotto molteplici aspetti:

  • ambientale-naturalistico, con flora, fauna e habitat ;
  • industriale, per la presenza di insediamenti e strutture produttive;
  • produttivo, in virtù delle attività di acquacoltura, di estrazione del sale e agricole;
  • insediativo-residenziale: aree di verde pubblico e servizi;
  • infrastrutturale: Porto Canale, Aeroporto, dorsale ferroviaria FF.SS., rete viaria di livello regionale, le aree industriali;
  • culturale-turistico, area di interesse storico-archeologico, attività di birdwatching, educazione ambientale, ittiturismo.

La storia e le vicende degli ultimi 60 anni hanno purtroppo compromesso la qualità dell’ambiente del sistema anche se, nel corso degli anni, la laguna è stata oggetto di diversi interventi di riqualificazione e risanamento per la sua valorizzazione, con l’utilizzazione di fondi nazionali e regionali. La complessità e la varietà delle criticità del sistema della laguna impongono oggi interventi con azioni coordinate e con obiettivi condivisi tra tutti gli enti coinvolti nella gestione del sistema.

Per queste ragioni la Città Metropolitana di Cagliari, nell’ambito delle sue competenze istituzionali, ha individuato nelle zone umide presenti nel suo territorio, ossia i compendi lagunari di S.Gilla e Molentargius,  uno dei motori della sostenibilità economica e sociale, in armonia con la salvaguardia dell'ambiente e del grande patrimonio di biodiversità in esso presente.

Tra le zone umide del territorio, Il compendio di Santa Gilla è quello che attualmente ha una maggiore necessità di un intervento immediato, che faccia tesoro dei risultati dei precedenti interventi disomogenei, il più delle volte affidati a differenti Enti ciascuno con una propria vocazione e visione strategica diversa del territorio.

Con l’atto di indirizzo approvato, la Città Metropolitana ha inteso quindi darsi le regole della sua azione futura, confermando da una parte gli obiettivi generali della programmazione degli interventi e dall’altra definendo gli obiettivi a medio termine: restituire la laguna al territorio, rendendola fruibile a tutti i cittadini, salvaguardare e tutelare la biodiversità, sviluppare la pesca eco-sostenibile garantendo così le attività produttive ittiche.

Le azioni previste dalla Città Metropolitana per il raggiungimento di questi obiettivi sono diverse e, entrando più nel dettaglio, riguardano tutti gli aspetti fondamentali per una autentica restituzione al territorio di questo bene prezioso:

  • Il Contratto di laguna: Un accordo tra gli enti pubblici e i privati per coordinare ogni attività o azione che possa avere influenza sulla Laguna.
  • Videosorveglianza dell'intero compendio e controllo degli accessi così da eliminare l'abbandono incontrollato dei rifiuti in laguna e consentire a tutti la sua fruibilità in sicurezza. Investimento € 350.000
  • Percorso ciclopedonale un percorso pedonale e ciclabile che costituisce il primo tratto del Cammino di S.Efisio che unirà Cagliari e Nora. Investimento € 2.000.000
  • Riqualificazione dell'intero compendio con la rimozione dei rifiuti e pulizia degli accessi. Investimento € 1.000.000
  • Interventi sul canale riva Est: pulizia del canale e creazione di un bacino di sedimentazione che consenta di intercettare sedimenti e fanghi provenienti da alcuni affluenti della laguna: Investimento € 1.500.000
  • Controllo specie vegetali invasive, con la eliminazione di quelle specie non appartenenti all'ecosistema della laguna di Santa Gilla e impianto delle specie vegetali tipiche Investimento € 460.000,00
  • Miglioramento delle condizioni ecologiche degli habitat dell'avifauna, oggi sempre più ridotti, con la ricostruzione dei microambienti in cui la fauna nidifica Investimento €200.000

Le risorse per gli interventi previsti sono disponibili grazie ai fondi del Patto per lo Sviluppo della Città Metropolitana di Cagliari e del Patto per lo Sviluppo della Regione Sardegna.

La laguna di Santa Gilla, il cui nome deriva da “Santa Igia”, antico capoluogo del Giudicato di Cagliari, è situata ad ovest di Cagliari e si estende all’interno verso nord ovest sino alle foci del Rio Cixerri e del Rio Fluminimannu per circa 10 chilometri. Osservandola dall’alto essa si mostra in tutta la sua vastità e bellezza. La sua origine risale all’era quaternaria ed è avvenuta per incisione della pianura ad opera dei corsi d’acqua durante l’ultima glaciazione, quando il livello del mare era molto più basso di quello attuale. In seguito il clima è cambiato e il livello del mare è risalito, formando il cordone sabbioso di La Plaia che chiude a mare la laguna.
Testimonianze archeologiche e resti di molluschi commestibili documentano insediamenti umani intorno alla laguna fin dal periodo prenuragico.
I primi lavori per utilizzare più razionalmente la laguna per la pesca risalgono al XVI secolo, con l’apertura di 7 bocche a mare, lungo il cordone sabbioso di La Plaia, per favorire il ricambio idrico e l’ingresso del novellame. Poi, all’inizio del XX secolo, una parte consistente fu predisposta per l’estrazione del sale.
L’utilizzo razionale delle risorse ittiche ha sempre portato consistenti benefici all’economia locale, tant’è che fino agli anni ‘60 Santa Gilla era una delle lagune più pescose d’Europa.

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